lunedì 4 dicembre 2017

Tra M5S, Potere al popolo, Grasso. Rimettere guerre e disarmo nel dibattito politico, ricordando i governi Prodi-D’Alema.

9 giugno 2007 - 100.000 manifestanti contro Bush convocati da gruppi e singoli indipendenti dalla sinistra istituzionale

I temi della guerra e del disarmo sono usciti dal dibattito politico italiano dal secondo governo Prodi (2006-2008). Negli ultimi due decenni sono passati dal picco massimo di centralità nelle settimane prima della seconda guerra d’ aggressione all’ Iraq, inizio 2003, al picco minimo dell’ estate 2011, quando dall’ Italia partivano i bombardamenti contro le città libiche…per difendere i civili libici.

Il motivo principale della scomparsa di questi argomenti dalla politica italiana è che costituiscono un problema per chi, “sinistra” o M5S, vuole essere ammesso al governo del nostro paese, membro della NATO e su molti temi eterodiretto dall’ Unione Europea.
Un soggetto quest’ ultimo difficile da definire ma che sicuramente non è l’ unione dei popoli europei. Tanto che le opinioni del Parlamento Europeo, unica espressione dell’ UE che dipende anche dai popoli dei paesi membri, non hanno nessuno valore, vedi le mozioni approvate contro la vendita di armi all’ Arabia saudita.

In questo momento storico però le guerre e il riarmo sono attualissimi e dovremmo cercare di inserirli di nuovo nella posizione centrale, che meritano, della discussione politica.
Tre sono i soggetti che in queste settimane si stanno attivando per le prossime elezioni e che dovrebbero essere sollecitati a posizioni chiare su guerre e disarmo: M5S, Lista Grasso, Lista “Potere al popolo” (nome provvisorio).

Nella bozza di programma di Potere al popolo troviamo

“ – ripudiare la guerra e dare un taglio drastico alla spesa militare (ovvero: la rottura del vincolo di subalternità che ci lega alla NATO e la rescissione di tutti i trattati militari; l’adesione e sostegno dell’Italia al programma di messa al bando delle armi nucleari in tutto il mondo; il ritiro delle missioni militari all’estero; la cancellazione del programma F35, del MUOS, degli altri programmi e basi di guerra);

Indubbiamente questa aggregazione non aspira al consenso dei poteri militari e finanziari che condizionano gli altri candidati al governo del paese. Non è ancora sicura però la sua presenza sulla scheda elettorale, dovendosi misurare con la raccolta delle firme e con la convivenza tra soggetti molto diversi nella loro natura anche se condividono obbiettivi comuni. Spero che questo esperimento si concretizzi e farò il poco che posso fare in questa direzione. Nell’ insieme di forze diverse che concorrono a formare questa aggregazione potrebbe essere presente anche un collettivo finalizzato, in modo dichiarato e non agendo da lobby, a portare avanti il tema delle guerre e del disarmo.

Il M5S e la lista Grasso dovrebbero invece essere sollecitate a chiarire con precisione le loro posizioni. Puntano in modo evidente a rimanere ambigui su molti temi attinenti a guerre e disarmo, spiegare le loro contraddizioni merita uno spazio ampio e non riesco a farlo ora. Ma  non dobbiamo permettere quest’ ambiguità, dobbiamo costringerli a posizioni ben definite su tutti gli aspetti che riguardano i conflitti armati e la politica internazionale.

Vedremo come si svilupperà il dibattito politico ed elettorale, spero però che in molti, ognuno con le sue opinioni e competenze, si impegneranno a non tenere le guerre fuori dal gigantesco mare di parole che già sta sommergendoci. Guerre alle quali anche oggi il nostro paese sta partecipando in varie forme.


Rocco Casadio

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