domenica 27 settembre 2015

Siria-Deputati Comm.Esteri M5S: Italia stia fuori da raid francesi



Siria. Deputati Esteri del M5S l' Italia stia lontana dai raid francesi

"Gli attacchi scanditi dall' aviazione militare francese in Siria rievocano vecchi scenari, come quello libico del 2011. L' Italia ne resti fuori, non possiamo permetterci di ingaggiare un' altra guerra". Lo dichiarano i deputati del Movimento 5 Stelle della Commissione Esteri dopo l' annuncio della francia dei primi raid aerei contro l' isis. " Di calcoli sbagliati l' Occidente ne ha già fatti abbastanza, l' unica soluzione - proseguono - è trovare un compromesso che accompagni il Paese verso una transizione pacifica "

www.rainews24.it

lunedì 21 settembre 2015

Arrivati in Grecia 200.000 profughi dopo l'annuncio della Merkel sull'accoglienza ai siriani

Nal sito della organizzazione mondiale per le migrazioni,  www.iom.int , si legge che al 24 agosto 2015 erano arrivati in Grecia 157.000 profughi.  Il 25 agosto la Merkel ha annunciato che la Germania avrebbe accolto tutti i siriani che avessero voluto trasferirsi nel paese.

Il 17 settembre gli arrivi in Grecia erano arrivati a 349.000, con un incremento di 192.000 in meno di un mese, mentre erano stati 157.000 in otto mesi e mezzo !!!!

Comprensibile quindi il dietro front sull' apertura dei confini europei che si è verificata qualche giorno dopo, tuttavia il disastro è stato fatto, anche se i media non se ne sono ancora accorti.

In realtà il caos per la crisi migranti è il tentativo, per ora parzialmente riuscito, di nascondere il grande disastro siriano, paese dove l' Unione Europea insieme agli USA, alle petromonarchie assolute e integraliste del Golfo e alla Turchia ha distrutto un paese di 20 milioni di abitanti, relativamente tranquillo ed avanzato, per avere come risultato l' Isis.

Ricordo che l' accogliente UE infligge ancora pesanti sanzioni economiche alla Siria, e quindi ai 18 milioni di siriani ancora residenti nel paese, ed è sempre alleata di Turchia e USA che continuano ad addestrare e finanziare gruppi armati in Siria contro il legittimo governo di Damasco.

Marco Palombo

domenica 20 settembre 2015

Perchè dal 15/8 sono arrivati in Grecia 200.000 profughi dei 340.000 di tutto il 2015 ?

Al 14 agosto 2015 secondo le statistiche dell' IOM erano arrivati in Grecia 140.000 profughi. Nel mese successivo ne sono arrivati altri 200.000 facendo salire al 15 settembre il totale dei profughi in arrivo a 340.000. 

Se le statistiche riportate sul sito dell' organizzazione mondiale delle migrazioni sono esatte è successo qualcosa di nuovo da metà agosto 2015.
Nel mare di immagini e parole di queste settimane qualcuno dovrebbe provare a dare qualche risposta. Intanto è importante porre la domanda.

Perché nell' ultimo mese sono arrivati 200.000 profughi in Grecia mentre al 15 agosto ne erano giunti solo 140.000 ?

al link di seguito potete consultare le statistiche dell' Iom, organizzazione mondiale per le migrazioni.

http://www.iom.int/infographics/missing-migrants-project-mediterranean-update-15-september-2015

Marco Palombo

sabato 19 settembre 2015

Lettera aperta a Guido Viale." E il No alla guerra ? "

Caro Viale, e il No alla guerra?
  • Marco Palombo*
  •                                                                                                                                                   
Caro Viale, e il No alla guerra?
Guido Viale nell' articolo su Il manifesto del 16 settembre “I corridoi della solidarietà, un contropiano per l' accoglienza” suggerisce alle reti sociali europee una prospettiva di lavoro per l' accoglienza dei migranti, quelli definiti profughi ma anche per i cosiddetti migranti economici.
Tra le indicazioni elencate non è compresa però una attività tesa a contrastare le disastrose guerre che l'Occidente sta portando avanti negli ultimi anni, direttamente o indirettamente, come in Siria, nonostante la principale causa dell'emergenza profughi del 2015 sia proprio l' interventismo militare iniziato nel 2011 con la Libia.
Infatti quest' anno si prevede che più del 50% dei profughi arrivati in Europa siano siriani, nel 2014 è venuto dalla Siria il 37% di chi ha ottenuto lo status di rifugiato. Eppure l' Europa che sembrava accogliere in maniera entusiasta questo popolo infligge a Damasco pesanti sanzioni economiche rendendo sempre più difficile la vita dei 18 milioni di siriani ancora nel paese. Inoltre continua ad essere una alleata acritica di USA e Turchia che stanno addestrando e finanziando nuovi gruppi armati contro il governo di Damasco e non si impegna a isolare economicamente i terroristi dell' Isis che continuano a portare avanti una guerra devastante con mezzi finanziari enormi.
Il primo impegno delle reti sociali europee dovrebbe allora essere finalizzato a fermare la guerra in Siria e spegnere in genere tutti i conflitti armati, una attività dell' associazionismo considerata scontata fino a pochi anni fa ma scomparsa quasi completamente negli ultimi anni. A un osservatore attento come Guido Viale tutto questo non può sfuggire e sarebbe utile che ne parlasse. Attendo fiducioso.
* Rete No War - Roma
      

Crisi profughi,vendetta turca per il no europeo e Nato alla No Fly zone in Siria ?

Studiando le molte tabelle sui flussi dei migranti in arrivo in Europa nel 2015 e 2014, ho notato che gli arrivi in Grecia, quasi totalmente dalla Turchia, al 31 luglio 2015 erano 130.000 (Fonte Frontex) mentre al 9 settembre 2015 erano balzati a 309.000 (Fonte OIM).  Nello stesso periodo gli arrivi in Italia erano passati da 90.000 a 120.000, un incremento molto più regolare.

In quaranta giorni quindi in Grecia sarebbero arrivati 180.000 migranti mentre in Italia ne sarebbero giunti solo 40.000.

Il 28 luglio la Nato si era riunita a Bruxelles per discutere della No Fly zone che la Turchia voleva in Siria per combattere l' Isis e soprattutto i Kurdi. Gli USA avevano già dato il loro assenso. Invece i paesi europei, pur appoggiando genericamente a parole l' impegno turco contro il terrorismo, vollero precisare che la Nato non era parte dell' accordo USA-Turchia sulla No Fly zone.

Dal 1 agosto al 10 settembre sono poi arrivati in Grecia 180.000 migranti che hanno causato una crisi imprevista per l' Unione europea, una emergenza che ha sorpreso l' Europa tanto che nel giro di poche settimane abbiamo visto svolte clamorose: l'esplosione della crisi, l' apertura tedesca, l' improvvisa chiusura delle frontiere pochi giorni dopo.

La Turchia si è voluta quindi vendicare del mancato appoggio dell' Europa ai suoi piani di guerra contri i curdi ed anche contro la Siria ?

I tempi coincidono in modo preciso, ed è un' ipotesi che deve essere assolutamente presa in considerazione.

Marco Palombo

mercoledì 16 settembre 2015

La testa di Assad, Mosca e il febbraio-luglio 2012

La testa di Assad, Mosca e il febbraio-luglio 2012
di Marco Palombo

Appunti volanti e imprecisi ma con notizie assenti dai media italiani di oggi.


Sui media di oggi ha molto la risalto la notizia che Mosca avrebbe offerto la testa di Assad agli USA che invece hanno rifiuto l' offerta in quanto sicuri della caduta del presidente siriano entro poco per mano dell' opposizione.

I titoli dei media di oggi sono a nove colonne, ma le notizie su quei mesi del 2012 sono scarse, probabilmente perchè pochi in questi quattro anni hanno seguito la vicenda siriana con continuità e senza faziosità filo occidentali.

Ricordo quindi qualche notizia rilevante del periodo febbraio-luglio 2012.

4 febbraio 2012---Nel Consiglio di Sicurezza dell' ONU fu votata una risoluzione che ebbe il veto di Russia e Cina, di seguito una cronaca, assai di parte contro il Presidente siriano, dell' episodio, ma è utile per apprendere qualche notizia in più rispetto a quanto hanno scritto i giornali oggi.

"Durante la riunione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, la Russia e la Cina hanno posto il loro veto alla risoluzione dell’ONU, pianificata dalla Lega Araba, contro il regime siriano di Bashar al Assad. Sono stati tredici i voti a favore della risoluzione con nessuna astensione, ma Cina e Russia hanno confermato le attese e hanno posto il loro veto. La risoluzione prevedeva la condanna delle Nazioni Unite alla repressione di Assad contro i civili e un piano di pace della Lega Araba secondo cui, per fermare le violenze, Assad avrebbe dovuto dimettersi e cedere i poteri al suo vice. Alla luce del veto di Russia e Cina posto alla risoluzione, Susan Rice, ambasciatore americano all’ONU, ha attaccato duramente i due paesi e ha detto che gli Stati Uniti «sono disgustati» dal loro comportamento. Stamane il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov aveva criticato aspramente la bozza di risoluzione, sia per la richiesta di dimissioni di Assad, sia perché non conteneva alcun provvedimento contro le forze di opposizione armate in Siria (ossia, l’esercito di disertori della Siria LIbera). La Tunisia oggi ha espulso l’ambasciatore siriano a Tunisi dopo il «sanguinoso massacro di Homs» di cui si parla in basso."

A fine marzo fu poi nominato  Kofi Annan nel ruolo di mediatore delle Nazioni Unite
il quale propose un piano in sei punti accettato dal governo di Assad. Ma questo primo tentativo di Annan fallì perchè le milizie anti Assad,che negli anni successivi abbiamo conosciuto meglio, non rispettarono la tregua chiesta dal mediatore ONU, iniziata il 14 aprile 2014.

Kofi Annan dette poi le dimissioni dopo la prima Conferenza di Ginevra del 30 giugno 2012, e sempre perchè le opposizioni sostenute dall' Occidente volevano una sconfitta militare del governo siriano, evento che veniva ritenuto imminente anche dal governo italiano che  addirittura mise nel decreto che finanziava le missioni all' estero alcuni fondi destinati alla Siria per "il dopo Assad".

 

domenica 13 settembre 2015

15 16 settembre - A Montecitorio per Siria e Yemen

COMUNICATO STAMPA
DUE GIORNI A PIAZZA MONTECITORIO PER SIRIA E YEMEN

Rete No War promuove a Roma il 15 e 16 settembre, dalle 15 alle 21, presidio davanti al Parlamento.

L’Italia deve dissociarsi dalle nefaste politiche di guerra in Siria e nello Yemen.

 CHIEDIAMO


 - Che l’Italia si adoperi per la fine delle sanzioni dell’UE contro il popolo siriano, già sfiancato da oltre 4 anni di guerra fomentata dall'esterno. E per la ripresa dei rapporti diplomatici con la Siria come da interrogazione parlamentare dello scorso luglio 2015, ancora in attesa di risposta; 

- Che l'Italia si dissoci dalla politica di guerra di Usa, Turchia, Arabia saudita, Qatar, Israele, Francia, Regno unito che in Siria da anni sostengono in vario modo milizie armate estremiste (note come tali al governo Usa fin dal 2012) a geometria variabile, fino al Nuovo Califfato.

- Che l’Italia ponga fine ai rapporti militari con i sauditi (primi acquirenti di armi nel nostro Paese) che bombardano e affamano lo Yemen, in spregio alla legge 185/90, come da interrogazione parlamentare dello scorso giugno 2015 relativa allo Yemen, ancora in attesa di risposta;

- Che l’Italia si impegni in modo serio nel boicottaggio economico del Nuovo Califfato, un’organizzazione in continua crescita economica. Chi compra il petrolio di cui si è impossessato? Chi lo rifornisce di armi? Perché ancora non si è riusciti a tagliare le linee di approvvigionamento?

- Che l’Italia non taccia più su una delle maggiori cause delle crisi migratorie. E dichiari anche in sede europea che le aggressioni all’Iraq, alla Libia, alla Siria ed ora allo Yemen hanno devastato i loro territori e umiliato le loro popolazioni, spingendole a esodi forzosi.  


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martedì 8 settembre 2015

Mercoledì 9 settembre, digiuno per la pace in Siria

Digiuno per la pace in Siria

Mercoledì 9 settembre digiunerò per la pace in Siria, assumendo solo acqua e caffè, e ripeterò l' iniziativa ogni mercoledì.

Ho deciso il piccolo impegno dopo l'annuncio della Francia e della Gran Bretagna di bombardare in Siria, ufficialmente contro l' Isis ma indicando anche come un loro obiettivo abbattere l' attuale presidenza siriana, nella speranza con questo gesto e altre sollecitazioni, mie e di altre persone, di contribuire a iniziare subito la costruzione di un movimento ampio per la pace in Siria.

Il digiuno è

- Una protesta contro l' Occidente,

che con le petromonarchie del Golfo, assolute e integraliste islamiche, da anni conduce una guerra per procura alla Siria

- Una protesta contro le sanzioni economiche dell'Unione Europea al popolo siriano

- Un invito ai pacifisti a cambiare il modo di opporsi alla guerra.

Non basta scendere in piazza quando il proprio paese ne bombarda un altro. E' necessario un impegno continuo e che agisca in diversi ambiti.

Marco Palombo

lunedì 7 settembre 2015

Incontro con Padre Goerges Kazen, vescovo di Aleppo, Ravenna 11 settembre

Ravenna,

11 Settembre 2015
ore 20,45

Piazza Duomo, 4
Sala Don Minzoni del Seminario Arcivescovile di Ravenna

Incontro con S.E. Mons. Georges Abou Khazen,
O.F.M, Vicario Apostolico di Aleppo

"La condizione dei cristiani in Siria e il martirio della città di Aleppo"

http://www.siriapax.org/wp-content/uploads/2015/09/Volantino_incontro_Vicario_Apostolico_Aleppo-FILEminimizer.jpg

sabato 5 settembre 2015

Costruire l’opposizione all’ esercitazione NATO “ Trident Juncture 2015


05.09.2015 Redazione Italia
Costruire l’opposizione all’esercitazione NATO “Trident Juncture 2015″
(Foto di Twitter/ Robin Monotti ‏@robinmonotti)
Riportiamo integralmente il report della riunione del 2 settembre a Napoli, fornitoci dagli organizzatori.
La riunione indetta dal Comitato napoletano “Pace e Disarmo” e dalla Rete Napoli No War ha visto la partecipazione di molte realtà, napoletane e non, impegnate contro la guerra e la militarizzazione del territorio. A partire dagli interventi introduttivi, tutti hanno evidenziato il significato aggressivo di questa esercitazione, che non solo è la più grande esercitazione militare del dopoguerra ma esplicita i tre fronti verso cui la NATO ritiene legittimo un suo dispiegamento “preventivo”. Meglio e più di quelle che si stanno susseguendo ininterrottamente ai confini russi, questa esercitazione, quindi, si presenta come la prova generale della terza guerra mondiale.
Da qui la condivisa necessità di costruire una opposizione nazionale a questa esercitazione con iniziative diffuse ed una grande manifestazione a Napoli. Per consentire la massima partecipazione e l’adesione di realtà di base, comitati o singoli – a partire dai No MUOS, No F35 o i comitati sardi contro l’occupazione e le attività militari – è stata condivisa la proposta fatta dal Comitato napoletano “Pace e Disarmo” e dalla Rete Napoli No War di lanciare un appello nazionale con cui chiamare ad una riunione nazionale in data da definirsi e alla manifestazione da tenersi il 24 ottobre (la fase dal vivodell’esercitazione partirà dal 21/10 per finire il 6/11) entrambe a Napoli.
Su questa scelta si è voluto precisare che alcune preoccupazioni di altri comitati riportate nella riunione non trovano ragione d’essere. La scelta di Napoli come sede della riunione nazionale e della manifestazione è legata esclusivamente al fatto che il JFC Naples è al comando della Trident Juncture 2015 e, insieme a Brunssum (Olanda), comanderà la forza di rapido intervento (NATO Response Force) della NATO.
Quasi tutti nei loro interventi hanno sottolineato la necessità di legare il tema dell’esercitazione Nato e della guerra alla questione degli immigrati. Questo non solo perché la cosiddetta “lotta contro i trafficanti di esseri umani” viene ormai puntualmente usata come pretesto per legittimare la militarizzazione del Mediterraneo e le nuove aggressioni ai Paesi da cui gli immigrati partono, come la Libia; ma anche per denunciare l’ignobile trattamento riservato dai Paesi europei, nessuno escluso, a chi scappa da guerre e fame di cui i governi occidentali sono i primi responsabili. Più di un intervento ha chiesto di esplicitare la condanna a quanti (v. la Lega) alimentano campagne razziste e xenofobe e rivendicare la libera circolazione per i migranti. Questo anche nella direzione di segnalare uno spartiacque con una destra che, come già è capitato, prova ad insinuarsi in queste battaglie esprimendo un antimperialismo nazionalista e razzista.
Quasi tutti gli intervenuti hanno sottolineato le difficoltà che si frappongono alla riuscita della mobilitazione. La questione della guerra è un tema poco sentito così come non è scontata l’avversione della gente comune alla presenza di apparati militari sul proprio territorio. Significativa è l’assenza di qualsiasi opposizione alla base Nato di Lago Patria percepita localmente da molti come un volano di occupazione e di crescita del territorio. Un’assenza che segnala, però, anche la disattenzione se non l’indifferenza per queste questioni anche da parte degli attivisti, il cosiddetto movimento, che non vedono nelle aggressioni ad altri Paesi, nelle spese militari, nella militarizzazione dei territori, l’altra faccia della medaglia delle politiche di austerity portate avanti dal nostro governo contro cui, invece, sono impegnanti.
Per questo da più parti si è auspicato di evidenziare i costi di questa esercitazione per l’Italia e delle spese militari in generale che rappresentano risorse sottratte alle spese sociali. Esattamente come si è fatto per gli F35, questo elemento deve entrare nella campagna mediatica che va costruita contro l’esercitazione e sulle nostre ragioni.
Insieme alla campagna, che deve sfruttare tutti i canali possibili, la manifestazione nazionale deve essere preparata da iniziative territoriali, a Napoli come altrove. Nei diversi interventi sono emerse alcune proposte:
–           Una iniziativa da fare a Lago Patria a ridosso della festa di S. Francesco provando a coinvolgere l’area di Giugliano;
–          Un’assemblea cittadina che potrebbe vedere la presentazione del libro di Dinucci (saranno presi i contatti con l’autore per verificarne la disponibilità);
–           Una mobilitazione a favore degli immigrati e contro il razzismo;
–           Presidi e volantinaggi. Il primo potrebbe essere davanti al Duomo di Napoli in occasione del concerto della banda della NATO;
–           Un presidio sotto la RAI a ridosso della manifestazione.
Poiché qualcuno, ricordando la dichiarazione di disponibilità del Sindaco de Magistris a deliberare per vietare l’ingresso nel porto di Napoli di navi e sommergibili a propulsione nucleare, ha proposto di risottoporre la questione al Sindaco, più di un intervento ha sottolineato quanto fosse vecchia tale promessa, evidenziando che la sua riproposizione potrebbe legarsi alla già iniziata campagna elettorale. Si è concordato sul fatto che la sollecitazione al Sindaco a mantenere il suo impegno debba essere fatta pubblicamente (con modalità ancora da decidere) sfidandolo a prendere parola anche come Sindaco della città metropolitana in cui rientra la base di Lago Patria.
Dal momento che altre realtà in maniera del tutto autonoma hanno già messo in cantiere iniziative contro l’esercitazione NATO e la guerra (si veda ad es. il campeggio antimilitarista del 9 – 10 – 11 Ottobre della rete “no basi né qui né altrove” in Sardegna) si è concordato sull’assunzione di tutte le iniziative che si daranno sul piano nazionale nell’ambito di un percorso quanto più coordinato possibile che rafforzi l’opposizione alla NATO ed alla guerra. Dai primi contatti sia i comitati sardi che quelli siciliani sembrano interessati. L’obiettivo espresso da tutti gli interventi è quello di creare un coordinamento di forze che, ben oltre l’appuntamento in occasione dell’esercitazione Nato, prosegua nel lavoro di sensibilizzazione e nella mobilitazione contro le aggressioni militari ed al fianco dei popoli colpiti. In questa direzione si proverà a contattare anche comitati di altri Paesi a partire da quelli coinvolti nella Trident e che hanno già messo in cantiere iniziative contro la Nato (si vedano ad es. gli antimilitaristi spagnoli di Zaragoza).
Uno degli interventi ha ribadito che sul tema della guerra è importante puntare alla crescita della mobilitazione dal basso e non contare o legittimare finte opposizioni sponsorizzate da pezzi istituzionali o antimilitaristi da campagna elettorale.
Proprio per l’enorme lavoro da fare per la riuscita della manifestazione e per preparare le iniziative proposte, si è convenuto di rivedersi giovedì 10 settembre. Nel frattempo oltre al report si farà girare una bozza di appello che sarà varato definitivamente nella prossima riunione.

giovedì 3 settembre 2015

La crisi dei profughi: uomini scalzi o siriani istruiti ?

Secondo una indagine dell' Organizzazione ONU per i rifugiati,

su un campione di 670 migranti arrivati in Grecia nel 2015,

il 91% sono siriani,

di questi

il 45,67% hanno un diploma

il 39,70 una laurea,

L' articolo del Sole24ore che cita questo rapporto

http://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2015-09-01/atene-teme-regia-segreta-turca-dietro-arrivo-massa-migranti-isole-kos-e-lesbo-110014.shtml?uuid=ACaEpyp

scrive anche che i migranti  in arrivo  non rivelano per prudenza il paese di provenienza,

ed il campione è di solo 670 migranti su un totale di quasi 200.000 arrivati in Grecia fino al 31 agosto 2015,

ma il profilo che ne viene fuori è ugualmente poco congruo  con la "Marcia delle donne e degli uomini scalzi" che l' 11 settembre si terrà a Venezia, lanciata da:

Lucia Annunziata, Don Albino Bizzotto, Giulio Marcon, Roberto Saviano, Sergio Staino, Gad Lerner ed altri personaggi conosciuti anche per la loro simpatia per il defunto centrosinistra.

al link di seguito un articolo sulla manifestazione che si terrà a Venezia

http://www.repubblica.it/cronaca/2015/09/02/news/migranti_appello_uomini_scalzi_venezia-122055657/

In realtà,

la crisi dei profughi è in gran parte crisi umanitaria siriana, ed ora fugge dalla Siria la classe media del paese

alla quale l' Occidente ha distrutto i luoghi di residenza e dove viveva una serena vita piccola o medio borghese.

Marco Palombo

al link di seguito il rapporto dell' Organizzazione ONU per i rifugiati

http://www.ilsole24ore.com/pdf2010/Editrice/ILSOLE24ORE/ILSOLE24ORE/Online/_Oggetti_Correlati/Documenti/Notizie/2015/09/scanning-migranti-grecia.pdf