mercoledì 20 settembre 2017

Accordo governo-Vaticano: Ius soli in cambio di silenzio su Libia e bombe ai Saud ?

Una prima pagina di Avvenire con la denuncia delle vendita di bombe italiane ai sauditi.


Andrea Colombo,il manifesto del 20 settembre

"Il  Vaticano sta esercitando da giorni pressioni massicce sui centristi di Ap per spingerli se non ad approvare la legge almeno a non affossarla ma, anche se nessuno nel Pd lo ammetterebbe, è probabile che anche il primo partito di governo sia stato pungolato a dovere dalla Santa Sede.
Il repentino abbassamento di toni sul fronte libico, in realtà, sembra indicare una vera e propria trattativa, con lo Ius soli come prezzo della fine del cannonegiamento vaticano sulle scelte di Minniti.
Ma anche palazzo Madama, in concreto il gruppo dei senatori del Pd, ci ha messo del suo, insistendo per affrontare sia i rischi dell’aula che quelli di un’opinione pubblica ostile.
La legge sulla cittadinanza dunque arriverà al voto. Non subito però. Il 4 ottobre dovrà essere approvato dall’aula di palazzo Madama il Def ed è uno dei passaggi più delicati perché servono 161 voti, l’effettiva maggioranza assoluta. Quella relativa non basterebbe. "

All' ipotesi di Andrea Colombo, esperto e talvolta anticonformista giornalista, io aggiungo l' atteggiamento contraddittorio di Mario Marazziti, deputato ed esponente della comunita' di Sant'Egidio come il sottosegretario agli esteri Giro,
che a luglio ha firmato la mozione Marcon sullo Yemen contro le bombe italiane ai Saud, bocciata ieri alla camera, e invece ieri ha firmato la mozione governativa approvata con Pd,socialisti,alfaniani,  che non chiede al governo italiani l' embargo sulle armi ai Saud ma unità di azione con gli altri paesi dell’ UE.
A questa luna di miele tra governo e Santa Sede, ufficializzata da papa Francesco con la frase "Accoglienza ai migranti ma con prudenza",

Luca Kocci, il manifesto, 12 settembre.
" I governi devono accogliere i migranti «con prudenza», tenendo conto di «quanti posti ho», ma resta il fatto che i campi profughi libici sono dei veri e propri «lager». Papa Francesco, nella consueta conferenza stampa “volante” a bordo dell’aereo che ieri da Bogotà lo ha riportato a Roma dopo il suo viaggio apostolico in Colombia, risponde a una domanda sulle politiche dell’Italia rispetto alla questione Libia-migranti e dà un colpo al cerchio e uno alla botte del governo Gentiloni e alla linea Minniti (come del resto aveva fatto anche il nuovo presidente della Cei, cardinal Bassetti, ad agosto): sì all’accoglienza «prudente», no agli accordi con i Paesi – come appunto la Libia – i cui centri per i migranti funzionano come «lager»."

 puo' aver contribuito l' arrivo di Monsignor Bassetti alla guida della Cei, dopo le esperienze come vescovo nelle "ex rosse "Toscana e Umbria".
“Il cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia, è il nuovo presidente della Cei. Il suo era il primo nome nella terna proposta al Papa dai vescovi italiani.
Bassetti è nato il 7 aprile 1942 a Popolano di Marradi, in provincia di Firenze ma nella diocesi di Faenza-Modigliana. Il 29 giugno 1966 viene ordinato presbitero. Il 3 luglio 1994 papa Giovanni Paolo II lo elegge vescovo di Massa Marittima-Piombino. Il 21 novembre 1998 viene eletto vescovo di Arezzo-Cortona-Sansepolcro. Nel luglio 2009 è nominato arcivescovo di Perugia-Città della Pieve.
"E' una bella notizia" così il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi ha accolto l'annuncio della nomina del Cardinale Gualtiero Bassetti a presidente della Cei. La notizia è stata accolta da un caloroso applauso dell’assemblea toscana. Il presidente Eugenio Giani ha ricordato l’esperienza di Bassetti alla guida della diocesi di Arezzo, “caratterizzata dal suo modo straordinario di vivere la comunità”, e alla guida di una diocesi capoluogo di regione, quella di Perugia

Da segnalare le decise dichiarazioni di voto della on. Duranti (ora Mdp,”Bersani” ed ex Sel) contro le armi all’ Arabia saudita e a favore della ratifica del trattato Onu sulla proibizione delle armi nucleari.  Hanno smentito i miei timori di un voto di compromesso tra le forze del centro sinistra. Peccato  che all’ appello contro il mercato delle armi questa volta siano mancati i cattolici.

Marco Palombo

martedì 19 settembre 2017

Roma, presidio e conferenza stampa affinché l' Italia ratifichi il trattato ONU per proibire le armi nucleari.


CONFERENZA STAMPA E PRESIDIO PERCHÈ L'ITALIA DIA UN CONTRIBUTO POSITIVO AL DISARMO NUCLEARE

Giovedì 21 settembre 2017, ore 10.00 - 13.00

Nei pressi del Ministero degli Affari Esteri Piazzale della Farnesina - Roma

CONFERENZA STAMPA ORE 12.00
Introduce: Antonia Baraldi Sani – WILPF- Italia

Partecipano: Alfonso Navarra, Giovanna Pagani - delegati della società civile italiana alla Conferenza ONU per il Trattato di Interdizione delle Armi Nucleari

Interventi di: Giuseppe Bruzzone (Disarmisti Esigenti) - Paolo De Santis (No Guerra No NATO) - Franco Dinelli (Pax Christi) - Patrick Boylan (Peacelink) - Marco Palombo

Sono invitati i rappresentanti delle istituzioni nazionali e locali

 Lo sai che all'ONU 122 Paesi, con un Trattato adottato a New York il 7 luglio scorso, hanno stabilito l'illegalità delle armi nucleari e creato la speranza di fuoriuscire dall'"era atomica"?
  Lo sai che l'Italia non ha partecipato a questa Conferenza per la messa al Bando delle Armi Nucleari?
 Lo sai che in Italia ci sono bombe nucleari per il rispetto di impegni NATO?

FIRMA LA PETIZIONE AFFINCHÈ L'ITALIA RATIFICHI IL TRATTATO ONU CHE ABOLISCE PER SEMPRE LE ARMI NUCLEARI

 Promuovono - al momento (ma le adesioni sono sempre aperte!) - la Campagna BANDO DELLE ARMI NUCLEARI, ITALIA RIPENSACI :
Disarmisti Esigenti, WILPF Italia, No Guerra No NATO, Pax Christi, IPRI-CCP, Pressenza, LDU, Accademia Kronos, Energia Felice, Fermiamo chi scherza col Fuoco atomico (Campagna OSM-DPN), PeaceLink, La Fucina per la Nonviolenza di Firenze, la Chiesa Valdese di Firenze, Comitato per la pace, la convivenza, la solidarietà Danilo Dolci di Trieste, Mondo senza guerre e senza violenza

lunedì 18 settembre 2017

Mozioni Yemen. Molto probabile un voto "di compromesso", nello stile " Pisapia 4.0 "


Questo scritto e' da rileggere dopo il voto sulle mozioni per vedere se c'e' qualcosa di vero nel mio testo. Farò in ogni caso un commento finale, ma ho voglia di far leggere le righe che seguono prima della fine dell’ iter delle mozioni alla Camera.

M.P.

Nella prossima settimana sono nuovamente nel programma dei lavori dell' Assemblea della Camera dei Deputati la guerra nello Yemen e le bombe sarde vendute ai sauditi per bombardare questo paese flagellato anche dalla fame e dal colera.
Le mozioni, già discusse in aula il 17 luglio e già presenti in molti O.d.G dei lavori degli ultimi 2 mesi, probabilmente saranno effettivamente votate in settimana visti gli annunci di Sinistra italiana e della Rete disarmo, coordinamento che si muove sempre in modo collaterale al centrosinistra, coalizione forse ancora in piedi solo per sostenere le guerre.

Finora i governi Pd, Renzi e Gentiloni, avevano reagito in modo piuttosto goffo alle proteste per le forniture italiane all’ esercito saudita:
"La guerra saudita e' in difesa del legittimo governo"
.....che, tra le altre cose, da mesi non paga medici e infermieri mentre impazza il colera e non protesta neanche per gli ostacoli posti dai sauditi agli aiuti umanitari.
"L' Italia non vende armi ai sauditi, le bombe sono tedesche"
...ma queste arrivano all' aviazione di Ryad solo perché il governo tedesco sostiene in patria la stessa tesi, attribuendo la paternità delle bombe al nostro paese.
"Non ci sono embarghi internazionali"
.....ma l' Italia deve rispettare anche la legge solo italiana n.185/90.

Questa volta però  e' molto probabile un voto di compromesso tra il governo e chi, a parole, si oppone alla guerra yemenita.

La mozione di Sinistra italiana e' firmata anche da gruppi che sostengono il governo: Mdp di Bersani e D'Alema, e cattolici di Marazziti e Dallai. E le associazioni che hanno sostenuto la mozione, Rete Disarmo e altre, hanno chiesto che l' Italia appoggi la richiesta del Commissario ONU dei diritti umani, rappresentante della Giordania alleata dei sauditi in Yemen, per una commissione di inchiesta indipendente Onu, mettendo meno in evidenza la richiesta di cessazione immediata delle forniture ai Saud.
Questo ed altro mi convince che nelle varie mozioni che saranno votate, ricordo che possono essere presentati documenti fino all’ ultimo momento, il gruppo parlamentare Pd non voterà sicuramente sempre in modo contrapposto ai gruppi Mdp e dei cattolici , "copresentatori" della mozione Marcon ma che sostengono il governo Gentiloni.

E’ difficile prevedere i passaggi dettagliati che avrà questo confronto, ma quasi sicuramente uscirà un compromesso un pò ambiguo.
Un finale dunque nello stile "Pisapia 4.0", il quale  sta riuscendo, pur tra molte ironie, a frenare la nascita di una "nuova sinistra" seppur molto diversa da quella che frequentava in gioventù nel Pisapia 1.0 (DP) e Pisapia 2.0.(Prc) anche se simile al Pisapia 3.0 (Sel), ormai oggi impraticabile però anche per Fratoianni.

Marco Palombo


mercoledì 13 settembre 2017

Armi ai Saud.Europarlamento chiede embargo UE,14 settembre a Montecitorio le bombe italiane a Ryad punto n.3 dell' OdG.


Come era prevedibile, il Parlamento Europeo oggi ha votato la risoluzione proposta dalla sua Commissione esteri che chiede nuovamente, tra altre cose, l' embargo dell' Unione Europea alla vendita di armi all' Arabia Saudita. 
Domani è in programma alla Camera dei Deputati la votazione delle mozioni sulla guerra in Yemen, con particolare attenzione alle bombe costruite a Domusnovas in Sardegna e vendute all' Arabia saudita.
Tra l' altro nella commissione esteri del Parlamento Europeo ha votato a favore della risoluzione anche il rappresentante del PD Brando Benifei, e probabilmente tutto il gruppo Pd ha fatto oggi la stessa cosa in Assemblea.
Che dirà domani il governo Gentiloni ?
M.P.
Europarlamento chiede embargo Ue su vendita armi a Arabia Saudita
Introdurre strumenti per garantire controllo esportazioni
13 settembre, 17:07

Fine modulo

(Ansa) STRASBURGO - Imporre un embargo dell'Ue sulla vendita di armi all'Arabia saudita: è quanto chiede all'Alto rappresentante Federica Mogherini il Parlamento europeo in una risoluzione approvata con 386 voti a favore, 107 contrari e 198 astensioni. Più in generale il testo chiede strumenti per garantire il controllo delle esportazioni Ue di armi e sottolinea la necessità di un'autorità di controllo e di un meccanismo sanzionatorio.

I deputati esprimono allarme per la corsa agli armamenti a livello globale e criticano gli Stati membri per aver violato la posizione comune dell'Ue sul controllo delle esportazioni di armi, che ne stabilisce le regole. Inoltre, solo 20 Stati membri hanno fornito informazioni complete sulle armi vendute all'estero. L'Ue è il secondo maggiore fornitore di armi del mondo dopo gli Stati Uniti e prima della Russia. Secondo i dati della Commissione, nel 2015 il Medio Oriente è stata la regione più importante di destinazione delle esportazioni di armi.


CAMERA DEI DEPUTATI

XVII LEGISLATURA

850^ SEDUTA PUBBLICA
GIOVEDÌ 14 SETTEMBRE 2017 - ORE 9
ORDINE DEL GIORNO
1.   Seguito della discussione delle mozioni Carfagna, Lupi, Abrignani, Castiello, Cirielli, Chiarelli ed altri n. 1-01557, Brignone ed altri n. 1-01661, Silvia Giordano ed altri n. 1-01665, Gadda ed altri n. 1-01666, Vargiu ed altri n. 1-01667, Fossati ed altri n. 1-01669 e Vezzali ed altri n. 1-01689concernenti iniziative in materia di raccolta e donazione dei farmaci non utilizzati (vedi allegato).
2.   Seguito della discussione della proposta di legge:
S. 361 - D'INIZIATIVA DEI SENATORI: RANUCCI e PUGLISI: Modifiche al decreto legislativo 23 luglio 1999, n. 242, in materia di limiti al rinnovo dei mandati degli organi del Comitato olimpico nazionale italiano (CONI) e delle federazioni sportive nazionali, e al decreto legislativo 27 febbraio 2017, n. 43, in materia di limiti al rinnovo delle cariche nel Comitato italiano paralimpico (CIP), nelle federazioni sportive paralimpiche, nelle discipline sportive paralimpiche e negli enti di promozione sportiva paralimpica (Approvata dal Senato). (C. 3960-A
Relatrice: COSCIA.
3.   Seguito della discussione delle mozioni Marcon, Duranti ed altri n. 1-01662 e Corda ed altri n. 1-01663 concernenti la situazione di crisi nello Yemen, con particolare riferimento all'emergenza umanitaria e all'esportazione di armi verso i Paesi coinvolti nel conflitto (vedi allegato).
4.   Seguito della discussione delle mozioni Basilio ed altri n. 1-01081, Marcon ed altri n. 1-01673 e Gianluca Pini ed altri n. 1-01674 concernenti iniziative in materia di dislocazione, trasporto e acquisizione di armi nucleari in Italia (vedi allegato).
5.   Seguito della discussione della proposta di legge:
ERMINI ed altri: Modifiche al codice penale e al codice di procedura penale, concernenti i delitti di frode patrimoniale in danno di soggetti vulnerabili e di circonvenzione di persona incapace. (C. 4130-A
e delle abbinate proposte di legge: CIRIELLI ed altri; FUCCI; CAPARINI ed altri; FERRARESI ed altri. (C. 40-257-407-4362)

Relatore: ERMINI.


Minniti,nemico degli sbarchi, si imbarca su un volo di stato per vedere la Juventus


martedì 12 settembre 2017

Giovanni XXIII patrono dell' esercito. " Roba da matti ! "



Il Papa buono, colui che con la Pacem in terris denunciò ogni guerra, domani sarà proclamato patrono dell'esercito italiano. Per il presidente di Pax Christi Italia è una scelta assurda, irrispettosa e anticonciliare

Domani, 12 settembre, l’Ordinario Militare per l’Italia, mons. Santo Marcianò, consegnerà al capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale Danilo Errico, la Bolla Pontificia di San Giovanni XXIII Papa quale Patrono dell’Esercito italiano: questa è la notizia uscita intorno all'ora di pranzo. «Ci è giunta notizia che San Giovanni XXIII sarà quanto prima proclamato Patrono dell’Esercito Italiano, avendone fatto parte al tempo della Prima Guerra Mondiale. Come Presidente della sezione italiana di Pax Christi, Movimento Cattolico Internazionale per la Pace, mi sembra irrispettoso coinvolgere come Patrono delle Forze Armate colui che, da Papa, denunciò ogni guerra con l’Enciclica ‘Pacem in terris’ e diede avvio al Concilio che, nella Costituzione ‘Gaudium et spes’, condanna ogni guerra totale, come di fatto sono tutte le guerre di oggi», ha scritto Giovanni Ricchiuti, Vescovo di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti e Presidente di Pax Christi – Italia.
«Sollecitato da tutto il Movimento Pax Christi e anche da altre persone sensibili al tema della pace, ritengo assurdo il coinvolgimento di Giovanni XXIII, anche perchè l’Esercito di oggi, formato da militari professionisti e non più di leva, è molto diverso da quello della prima Guerra mondiale che, non lo possiamo dimenticare, fu definita da Benedetto XV ‘inutile strage’. E’ molto cambiato anche il modello di Difesa, con costi altissimi (23 miliardi di euro per il 2017) e teso a difendere gli interessi vitali ovunque minacciati o compromessi». E ancora: «Pensare a Giovanni XXIII come Patrono dell’Esercito lo ritengo anticonciliare anche alla luce della forte ed inequivocabile affermazione contenuta nella Pacem in Terris, “con i mezzi di distruzione oggi in uso e con le possibilità di incontro e di dialogo, ritenere che la guerra possa portare alla giustizia e alla pace è fuori dalla ragione – alienum a ratione”. È ‘roba da matti’, per usare un’affermazione di don Tonino Bello, anch’egli Presidente di Pax Christi fino al 1993».


Il presidente di Pax Christi ricorda che «Papa Giovanni XXIII è nel cuore di tutte le persone come il Papa Buono, il papa della Pace, e non degli eserciti». La conclusione della sua lettera aperta è un invito alle «donne e uomini di buona volontà», «a cui chiediamo di unirsi con ogni mezzo a questa dichiarazione per esprimere il proprio rammarico per una decisione che non rappresenta il “sensus fidei” di tanti credenti che hanno conosciuto Giovanni XXIII o che ne apprezzano la memoria di quella ventata profetica che ha indicato alla Chiesa nuovi sentieri di giustizia e di pace».

Francesco Vignarca, portavoce di Rete Disarmo, ha ricordato che da giovane il futuro Papa scrisse: «appena uscito di caserma mi sono spogliato dell’uniforme aborrita, ho baciato piangendo la mia cara sottana e sono tornato fra i Superiori e i parenti fatto più degno della loro compagnia. “Iam hiems transiit, imber abiit et recessit”. L’inverno è passato, è cessata la pioggia, se n’è and
ata».
Il SIR riferisce invece come il teologo don Ezio Bolis sulle colonne de L’Osservatore Romano di oggi, commentando la decisione della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti di dichiarare san Giovanni XXIII “patrono presso Dio dell’Esercito italiano” (decreto del 17 giugno 2017) affermi che «proclamare san Giovanni XXIII patrono dell’esercito italiano significa “ribadire il compito precipuo di questa istituzione in uno stato democratico: difendere il bene prezioso della pace imponendo la forza della legge”» e «una provvidenziale occasione per riflettere in modo ponderato sul significato e l’opportunità di una presenza, quella dei cappellani militari, all’interno di un’istituzione qual è l’esercito».
F

domenica 10 settembre 2017

The Guardian : British arms sales to repressive regimes soar to £5bn since election




  • The ObsUK arms manufacturers have exported almost £5bn worth of weapons to countries that are judged to have repressive regimes in the 22 months since the Conservative party won the last election.
    The huge rise is largely down to a rise in orders from Saudi Arabia, but many other countries with controversial human rights records – including Azerbaijan, Kazakhstan, Venezuela and China – have also been major buyers.
    The revelation comes before the Defence and Security Equipment International arms fair at the Excel centre in east London, one of the largest shows of its kind in the world. Among countries invited to attend by the British government are Egypt, Qatar, Kenya, Bahrain and Saudi Arabia.
    Campaigners called on the government to end arms sales to the United Arab Emirates in light of its record on human rights. They accused the government of negotiating trade deals to sell the Gulf state cyber surveillance technology which the UAE government uses to spy on its citizens, and weaponry which, they allege, has been used to commit war crimes in Yemen.
    The Saudis have historically been a major buyer of British-made weapons, but the rise in sales to other countries signals a shift in emphasis on the part of the government, which is keen to support the defence industry, which employs more than 55,000 people.
    Following the referendum on leaving the European Union, the Defence & Security Organisation, the government body that promotes arms manufacturers to overseas buyers, was moved from UK Trade & Investment to the Department for International Trade. Shortly afterwards, it was announced that the international trade secretary, Liam Fox, would spearhead the push to promote the country’s military and security industries exports.
  • But charities and other organisations that campaign against the arms trade fear that a post-Brexit Britain will see an increase in weapons sold to countries with poor human rights records.
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    Last week Labour MP Helen Goodman questioned why the UK had exported £80,000 worth of arms – believed to be components for submarine systems – to the Maduro government of Venezuela in the past year. Goodman asked: “In light of the Maduro government’s refusal to cooperate with the ongoing UN-led investigation into human rights abuses, will the government suspend any further arms sales until those concerns are resolved?”
    Campaign Against the Arms Trade has found that of the 49 countries that are classed as “not free” by Freedom House, the independent organisation that promotes democracy, 36 have bought British-made weapons under the current government.
    Since 2015, Saudi Arabia has agreed orders for more than £3.75bn worth of British defence equipment – mainly bombs and fighter aircraft – up from £160m in the 22 months leading up to the election. Even when Saudi’s massive order book is stripped out, arms exports to repressive regimes have almost doubled since the Tory government was elected: orders to such countries, excluding Saudi, amount to almost £1.2bn, compared with £680m in the 22 months before the election.
    Among the major buyers were: Algeria, which agreed a military helicopter deal in September 2015, worth £195m; Qatar, which is buying military support aircraft worth £120m; and China, which is subject to an arms embargo. Despite the embargo, the UK agreed a £16m deal to export components for military radar. One notable new customer is Azerbaijan, which bought £500,000 of “targeting equipment”.
    “The UK has consistently armed many of the most brutal and authoritarian regimes in the world, and a number have been invited to London to buy weapons,” said Andrew Smith of Campaign Against Arms Trade. “These arms sales aren’t morally neutral, they are a clear sign of political and military support for the regimes they are being sold to. The government has played an absolutely central role, and has consistently put arms exports to despots and dictators ahead of human rights.”
    The government insists that its arms export licensing systems is subject to stringent rules. Foreign Office minister Alan Duncan told parliament last week: “The government take their export control responsibilities very seriously and operate one of the most robust defence export control regimes in the world. We rigorously examine every application case by case against consolidated EU and national arms export licensing criteria.”